È finita, ormai da settimane, la stagione dei Pride. Spenti la musica ed i microfoni; riconsegnati i carri e le critiche ai mittenti; fatto tesoro delle emozioni e dei buoni propositi; ora rimane l’estate, che vuol dire riposo almeno “istituzionale”, ma anche progetti per il futuro e ricarica per le nuove stagioni di lotta.
Con le nostre istanze siamo partiti da Napoli, abbiamo attraversato il centro di Roma e siamo sbarcati a Catania. Abbiamo ignorato il Genova Pride. Forse sottovalutando la sua importanza e la sua portata, ma quella manifestazione, che qualcuno ha voluto fosse ‘nazionale’, non ci rappresentava: perché all’interno del movimento che vogliamo non...